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Santa Rita da Cascia | Il simbolo oltre la devozione

  • placidoschillaci
  • 22 mag
  • Tempo di lettura: 3 min
Santa Rita da Cascia
Santa Rita da Cascia


La figura di Santa Rita da Cascia, oltre alla dimensione devozionale cattolica, può essere letta anche come un potente archetipo spirituale: la donna che attraversa il dolore, trasmuta il destino e diventa ponte tra sofferenza e redenzione.

Se vogliamo dare una lettura esoterica, Santa Rita non è soltanto la “santa delle cause impossibili”, ma l’incarnazione di alcuni simboli antichissimi che precedono persino il cristianesimo. Santa Rita appartiene all’archetipo della Grande Madre sofferente, vicina a figure come, Iside, Demetra, Sophia, Maria Vergine, Maria Maddalena.

Queste figure condividono un aspetto simbolico che troviamo nella perdita, nella discesa nel dolore, nella trasformazione interiore e nel ritorno come mediatrici di luce.

È il percorso alchemico della trasformazione dell’anima.

Uno dei simboli più potenti della sua iconografia è la ferita sulla fronte, derivata dalla corona di spine del Cristo. A livello esoterico questa ferita può essere letta come l’apertura del “terzo occhio” attraverso il dolore, un sigillo della conoscenza ottenuta tramite il sacrificio, un punto di contatto tra mente umana e coscienza divina. Nelle tradizioni mistiche troviamo che la fronte è il luogo della visione spirituale, la ferita di Santa Rita quindi non è soltanto sofferenza, ma è una porta che apre ad una nuova capacità di visione. In alchimia questa fase possiamo collegarla alla nigredo: la fase oscura in cui l’io viene spezzato affinché emerga una coscienza superiore.

Seguendo ciò che ci riporta la tradizione, in pieno inverno Santa Rita ricevette, dietro sua richiesta, una rosa sbocciata. La rosa è uno dei simboli esoterici più profondi e antichi dell’Occidente, che tra le tante rappresentazioni può anche indicare: l’anima che si apre, la conoscenza segreta, il cuore spirituale, la rinascita dopo la morte interiore. Nella simbologia rosacrociana la rosa nasce dalla croce (da qui il simbolo Rosa + Croce), la sofferenza e la fioritura diventano non solo inseparabili, ma parti di un unico processo. Santa Rita rappresenta dunque il mistero della trasformazione del dolore in compassione.



Sandro Parise - Rosacroce
Sandro Parise - Rosacroce


Continuando con ciò che ci riporta la tradizione scopriamo che dopo la morte del marito e dei figli, Santa Rita entra in una condizione simbolica molto antica, quella della vedova sacra. La figura della vedova, in molte tradizioni esoteriche, rappresenta colei che ha perso il mondo profano, colei che vive tra due mondi, colei che custodisce il silenzio. Nelle tradizioni antiche, soprattutto nei misteri Egizi, la Dea Iside, veniva anche detta vedova sacra, poiché Iside era la moglie vedova del dio Osiride, uccisa dall'invidioso fratello Seth, e "figli della vedova" erano chiamati tutti coloro che venivano iniziati ai misteri di Iside e Osiride.

Anche per questo motivo Santa Rita diventa intermediaria delle “cause impossibili”, perché non appartiene più completamente alla terra, ma neppure totalmente al cielo, è una figura di soglia, liminale.

Uno degli aspetti più profondi della sua leggenda è il perdono verso gli assassini del marito. Esotericamente, il perdono non è passività: è scioglimento del vincolo karmico. Santa Rita, perdonando, interrompe la catena che porta alla vendetta, alla violenza, al sangue, alla trasmissione dell’odio, interrompe la catena del destino familiare. In questo senso agisce come figura di redenzione genealogica, come archetipo della donna che spezza la legge della violenza trasformandola in coscienza.




Pittura della Cassa Solenne di Santa Rita
Pittura della Cassa Solenne di Santa Rita


In una possibile lettura gnostica, Santa Rita potrebbe essere vista come rappresentazione della scintilla divina imprigionata nella sofferenza del mondo materiale. Il suo cammino mostra la caduta nella materia e nel dolore, la purificazione attraverso la prova, il risveglio della coscienza e il ritorno all’unità divina. Qui emerge una vicinanza simbolica con Sophia, la sapienza ferita che attraversa il caos e ne riemerge trasformata.

In generale il culto di Santa Rita è così potente perché parla direttamente all’inconscio collettivo. Ella rappresenta la speranza quando tutto sembra perduto, la sopravvivenza dell’anima al dolore, la trasformazione della ferita in luce, il mistero della grazia che nasce nell’impossibile. Non è soltanto la santa dei miracoli: è l’archetipo della trasmutazione spirituale attraverso la sofferenza vissuta consapevolmente.





"Rita della spina di Cristo,

hai portato la tua croce dietro al Maestro

ed hai assimilato i tuoi desideri

a quelli del tuo Salvatore

con il combattimento spirituale;

aiutaci a discernere le vie della salvezza

quando l'evidenza oscura i pensieri"

(preghiera a S.Rita da Cascia)









NOTA: Questo breve articolo non vuole essere considerato come esaustivo, l’interpretazione dei simboli e del significato esoterico è del tutto personale.





DI: Placido Schillaci




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